Esercizi  -  15. Groupware

 

ESERCIZIO 15.1

Si è analizzato l’uso di un puntatore di gruppo in un editor condiviso con una vista condivisa. Considerate i vantaggi e i problemi posti dall’uso di un puntatore di gruppo quando i partecipanti hanno viste diverse. Come mostrate il puntatore se è fuori dalla parte del documento su cui state lavorando? Pensate anche ai problemi che sorgono per un sistema di creazione collettiva basato su ipertesto. In questo caso, c’è la possibilità d’uso per un puntatore del gruppo?

Risposta

L’obiettivo di questo esercizio è incoraggiare gli studenti a pensare ai vari scenari che possono sorgere quando si eseguono modifiche in gruppo e favorire la progettazione creativa delle interfacce. Se sono disponibili strumenti adatti, gli studenti possono creare modelli dimostrativi della loro soluzione usando uno strumento software di progetto o simulare scenari specifici usando HyperCard oppure un altro strumento di presentazione. Vedremo ora alcune idee possibili. Si può iniziare con l’editor condiviso mostrato nella Figura 15.8. Immaginate che una vostra collega voglia indicare la riga che inizia con "Pensando a". Per farlo, potrebbe iniziare scegliendo lo strumento "puntatore di gruppo" e trascinare un’icona a forma di mano; poi potrebbe spostare l’icona sulle parole "Pensando a" e iniziare a parlare del testo (usando un altro strumento di comunicazione diretta, per esempio il telefono). Poiché la frase in questione compare su entrambi gli schermi, non c’è problema su dove visualizzare la mano: è posta sulle parole "Pensando a" sul vostro schermo. (Notate che il puntatore di gruppo è in una posizione fisica diversa su ogni schermo).

Il puntatore di gruppo è ancora più importante quando ci sono viste separate rispetto a quando la visualizzazione è condivisa. In quest’ultimo caso, infatti, i partecipanti possono essere sicuri di vedere la stessa cosa e quindi presupporre un contesto condiviso. Nel caso di viste separate, possono riscontrare dei problemi se si dimenticano che le visualizzazioni altrui sono differenti. Per esempio, avranno delle difficoltà con le espressioni indessicali o con dichiarazioni vaghe del tipo "la cosa in alto". La presenza di un puntatore di gruppo può aiutare a ottenere un punto focale condiviso.

D’altra parte, la presenza effettiva del puntatore di gruppo può incoraggiare un senso apparente di contesto condiviso. Si potrebbe, quindi,  prevedere che quando i partecipanti vogliono iniziare un periodo di discussione sincrona con punto focale condiviso, siano loro a passare a una visualizzazione condivisa. Nella parte restante di questa risposta supporremo, però, che le visualizzazioni rimangano differenti.

Che cosa si fa quando il puntatore di gruppo è esterno alla visualizzazione? Per esempio, nella Figura 15.8, la collega potrebbe spostare il puntatore di gruppo alla riga che inizia con "Sistemi adattabili". In questo caso, la schermata non può visualizzare il puntatore di gruppo nella sua posizione corretta. Si suggeriscono automaticamente varie opzioni.

Un utente potrebbe vedere l’icona a forma di mano all’estremità superiore dello schermo con il dito che punta dritto verso l’alto, il che significa "vedere sopra". In modo simile, se il puntatore di gruppo si trova sotto la schermata, l’icona potrebbe apparire nella parte inferiore e puntare verso il basso. Se tali icone sono presenti, l’utente può far scorrere la schermata verso l’alto fino a dove si trova il punto focale. In alternativa, si potrebbe stabilire che facendo clic sull’icona si fa scorrere un elemento alla posizione corretta.

Invece di, oppure insieme a, queste icone "fuori vista", si può usare la barra di scorrimento e visualizzare su di essa la posizione del puntatore di gruppo, consentendo quindi all’utente di vedere facilmente dove si trova e far scorrere la videata, quando necessario.

Nel caso dell’ipertesto, le soluzioni dipendono molto dallo stile particolare del sistema. Se i singoli nodi sono grandi e se due partecipanti stanno operando sullo stesso nodo, le visualizzazioni possono essere differenti, e in questo caso diventano importanti tutte le misure precedenti. Se i partecipanti osservano nodi diversi, la prima azione del puntatore di gruppo dovrebbe essere quella di dirigere l’attenzione al nodo d’interesse. In un ipertesto di cui è mostrato il grafo dei nodi, si può ottenere questo effetto semplicemente portando il puntatore di gruppo sul nodo d’interesse. Alternativamente, se il grafo non è visualizzato, si può dimostrare la presenza di un puntatore di gruppo aggiungendo un pulsante "Vai al nodo focale", in modo analogo al pulsante "Home", presente in molti stack di HyperCard.

Anche se non è menzionato nella domanda, vale la pena considerare anche la visualizzazione dei punti d’inserimento di altre persone. Nella Figura 15.8, sebbene il punto d’inserimento si trovi all’interno della videata della vostra collega, non è visualizzato. Non c’è alcun motivo per cui i punti d’inserimento degli altri non debbano essere mostrati (purché siano appropriatamente identificati) quando si trovano all’interno della vostra videata e viceversa. Inoltre, può essere utile un indicatore sulla barra di scorrimento che mostri dove si trova la visualizzazione effettiva della vostra collega. Tali indicatori possono migliorare la consapevolezza del gruppo e costituire un punto focale da cui iniziare la comunicazione diretta.

ESERCIZIO 15.2

Ripetete l’esercizio svolto nel Paragrafo 15.6.1, ma questa volta cercate i dati condivisi nel sistema. I dati sono aggiornati da una sola persona e visualizzati da tante persone oppure avete file o database aggiornati da più persone? Se è vero il secondo caso, scoprite quali metodi vengono usati per evitare che due utenti cambino contemporaneamente gli stessi dati. Può non esserci alcun meccanismo, né un meccanismo informatico (per esempio il blocco) né un protocollo sociale (per esempio, un floppy disk che viene passato).

Risposta

Secondo alcuni, le bacheche elettroniche sono una forma di dati condivisi, quindi dovrebbero essere accettabili come risposta a questa domanda, in base alla loro natura nel vostro sito e anche di quanto approfonditamente sia argomentata la risposta.

Probabilmente vi imbatterete in molti elementi approssimativamente condivisi, a cui però ha accesso solo un piccolo gruppo. Per esempio, i file che formano il libro Interazione uomo-macchina erano condivisi tra gli autori. Il fatto che venga usato qualche tipo di blocco dipenderà dalle funzionalità disponibili nella specifica installazione, ma tipicamente la condivisione all’interno di un gruppo piccolo è gestita dai soli protocolli sociali (a volte senza successo!).

Ecco alcuni esempi più specifici presi dal sito di uno degli autori:

Ci sono database centralizzati che contengono numeri telefonici e numeri di targhe automobilistiche. Il primo viene usato al posto della rubrica telefonica interna e il secondo quando notate che qualcuno ha lasciato le luci accese nella macchina al parcheggio! Entrambi i database vengono aggiornati centralmente da uno dei dirigenti. I cambiamenti vengono notificati (tramite e-mail) all’amministratore, tuttavia, l’accesso alle informazioni è disponibile a tutti.

Ogni utente ha un file "mappa" nella propria rubrica locale in cui può inserire generalmente dei commenti informativi sulla propria posizione. Tipicamente, questi possono comprendere un numero telefonico di riferimento, appuntamenti, una semplice agenda o qualsiasi elemento interessante. Quando un altro utente immette il comando "finger Alice", il file mappa di Alice viene visualizzato. Poiché il file appartiene al singolo utente, vengono applicate normali autorizzazioni di accesso e così tipicamente ogni utente può aggiornare solo il proprio file "mappa". Attraverso il comando "finger", però, le informazioni sono disponibili a tutti.

Ci sono anche esempi di file condivisi aggiornabili da tutti. Per esempio, alcuni gruppi di posta elettronica vengono gestiti tramite un file che contiene l’indirizzo di posta di ogni destinatario. Tutti possono modificare il file per aggiungere o rimuovere il proprio nome da questa lista. (In realtà, è possibile altrettanto semplicemente aggiungere o eliminare il nome di un altro utente). Sul nostro sistema questo file non ha alcuna forma di protezione dall’aggiornamento simultaneo, partendo dal presupposto che tali aggiornamenti sono così rari che non si verificheranno mai. La mancanza di dati condivisi con il blocco è un riflesso dello scarso livello del supporto di sistema nel mondo UNIX. Gli utenti del software basato su PC dovrebbero riuscire a trovare esempi di blocco di database o file condivisi.

Infine, vale la pena di analizzare l’uso delle informazioni condivise implicitamente. Per esempio, il comando "finger" in UNIX indica anche se l’utente è collegato e, se è così, dove si trova. Queste informazioni sono note al sistema, ma sono rese disponibili agli utenti in modo da facilitare la cooperazione.

 

ESERCIZIO 15.3

a)            Considerate l’uso diffuso della posta elettronica. Quali spiegazioni ci sono per il suo successo e quali lezioni potete trarre dal suo sviluppo per il design di altri sistemi di comunicazione mediati dal computer?

b)         Quali sono le questioni principali che si devono affrontare per assicurare il successo della posta elettronica in un’organizzazione?

Risposta accessibile solo ai docenti

ESERCIZIO 15.4

Come pensate che il groupware influenzerà la vostra vita in futuro? Spiegate la risposta con degli esempi.

Risposta accessibile solo ai docenti

ESERCIZIO 15.5

a)            Larghezza di banda bassa e sistemi groupware di strumenti riducono la trasmissione dei back channel. In che modo questo influenza la comunicazione?

b)         Gli emoticon vengono usati nella comunicazione basata su testo per fornire informazioni sull’umore dell’utente. È necessario questo arricchimento nelle videoconferenze o nelle audioconferenze? Spiegate la risposta.

Risposta accessibile solo ai docenti

ESERCIZIO 15.6

Quant’è efficace la matrice tempo/spazio come strumento per classificare e analizzare il groupware?

Risposta accessibile solo ai docenti

ESERCIZIO 15.7

Che cosa significano i termini "controllo e feedback" e "feedthrough" nella classificazione per struttura generale delle funzioni?

Risposta accessibile solo ai docenti

ESERCIZIO 15.8

Distinguete tra comunicazione diretta e indiretta. Come possono essere supportate dal groupware?

Risposta accessibile solo ai docenti

ESERCIZIO 15.9

Identificate tre tipi di applicazioni condivise. Quali sono i problemi principali che si devono affrontare nel design di queste applicazioni?

Risposta accessibile solo ai docenti

ESERCIZIO 15.10

Quanto i fattori tecnologici limitano ciò che il groupware può dare già ora? Suggerite un esempio di groupware che è limitato da fattori non tecnologici.

Risposta accessibile solo ai docenti

ESERCIZIO 15.11

Quali sono le due architetture principali usate per i sistemi groupware? Identificate i vantaggi e i limiti di ciascuna e suggerite come possono essere superati.

Risposta accessibile solo ai docenti

ESERCIZIO 15.12

Una società ha uffici a Milano e a Londra. I responsabili stanno prendendo in considerazione l’uso di una forma di video per integrare la posta elettronica, il fax e le comunicazioni telefoniche esistenti.

a) Discutete le opzioni disponibili, i potenziali vantaggi e i problemi che possono sorgere.

b) Come cambierebbe il vostro consiglio se i due uffici fossero a Londra e a Sydney?

c) La posta elettronica e il video sono "solo" sostituti elettronici per la conversazione faccia a faccia. Quali forme di groupware radicalmente diverse potrebbero essere prese in considerazione? Spiegate la risposta usando esempi e strutture tecniche appropriate.

Risposta accessibile solo ai docenti